di e con Laura De Marchi
regia Stefano Vigilante
Una vetrina di personaggi femminili.
Donne “normali” che si raccontano.
Ma di questa loro apparente normalità, lo spettacolo prende di mira, di volta in volta, un elemento, un particolare, un segno; lo isola, lo ingrandisce, lo esaspera ed ecco che scaturisce la follia, la comicità, il grottesco.
Personaggi teneri, né perdenti né vincenti, semplicemente fuori gioco, fuori dal gioco della competizione a tutti i costi, persi nel gioco di sopravvivere a loro stessi.
Una forma di drammaturgia nuova che ha come obiettivo, quello di far convivere la scrittura teatrale con gli aspetti più genuini e sanguigni del cabaret, passando per le pause imprevedibili, tragiche ed esilaranti, ma sempre sul filo del flop, del clown.
Di Laura De Marchi hanno detto “di solito di un’attrice donna ci si aspetta che, quando è comica, non è bella ma è intelligente.
Laura De Marchi invece non è né bella né intelligente né comica”. (New York Times).
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