atto unico di Linda Ferri
regia di Carlo Fineschi
con Marco Venienti e Alessandra Della Guardia
La conversazione, prima prova teatrale di Linda Ferri (sceneggiatrice dei film La stanza del figlio di Nanni Moretti e di Anche libero va bene di Kim Rossi Stuart), è un confronto di una figlia trentacinquenne con la figura del padre morto a 35 anni. La pièce sembra un incontro tra i ritmi ipnotici del teatro di Jon Fosse ed elementi del realismo fantastico della letteratura e del teatro americani. La paura della donna di una perdita che è già avvenuta (caratteristica anche di molti dei personaggi della Ferri) e le variazioni quasi musicali, imprevedibili, su temi ricorrenti creano tensioni e ogni sorta di suspense, dall'incertezza all'anticipazione, in questa esplorazione delle inquietudini che restano sopite all'ombra della vita quotidiana.
La Ferri compie la sua indagine con leggerezza e delicatezza mantenendo il linguaggio secco, asciutto e allo stesso tempo emozionante.
«Questo testo nasce da un’esperienza rimasta a lungo inconsapevole», dichiara l’autrice, «un’esperienza insieme strana e comune a molti di noi: la vicinanza con le persone che abbiamo amato e che sono scomparse. Negli anni il mio dialogo con loro non si è mai interrotto, un dialogo sui generis che si accendeva nei momenti più inaspettati interferendo con la vita di tutti i giorni: frasi, immagini e pensieri estemporanei e incompiuti, frammenti a volte così impercettibili da venire ignorati o presto accantonati dalla mente. Un giorno ho provato a ricomporli, a mettere in luce il filo nascosto che li univa e mi è parso di scoprire che il cuore della “conversazione” non riguardasse tanto il passato e la memoria, quanto l’attualità, la tensione drammatica del presente e della vita».
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