Per il 2008 Scatole della Memoria rinnova la sua veste divenendo “Musica in Scatola”. Agli appuntamenti teatrali andrà infatti ad aggiungersi una serata dedicata alla musica contemporanea, con l’ospitalità dei Rio Mezzanino.
Fondato a Firenze nel 1997 da Antonio Bacchiddu il progetto Rio Mezzanino ha contato negli anni varie collaborazioni, sperimentato un intreccio fra mondi musicali (rock, folk, blues, etnica, classica, jazz), mai troppo lontani per contaminarsi, fino ad arrivare alla produzione del primo LP “Economy with Upgrade”. Un album in cui testi e musica si addentrano in motivi minimali che trovano il loro carattere nella ciclicità, dove la meta è evocare immagini ed atmosfere. Un sound adatto ad essere proposto in una situazione d’ascolto raccolta ed intima di un suggestivo teatro all’italiana come il Teatro dei Varii. Da qui l’idea di accogliere questo evento all’interno di una vetrina, Scatole della Memoria, nata per dar voce a tutti quei linguaggi contemporanei (performance, installazioni video, installazioni fotografiche, pittura) che sempre più si integrano con la pratica teatrale, nel segno della contaminazione.
Un primo approccio al suono come musica, contenuta all’interno della scatola scenica (palcoscenico e platea), analizzata e proposta nella sua interazione con le immagini video. L’interazione tra video e ambienti sonori è poi un punto cardine della mia ricerca artistica personale, a cui sono riconducibili alcuni allestimenti e performance già noti al pubblico di Variivenerdì, come “Effetto Urbano” (2004) e “Ragia Magna_studio 0” (2006). Proprio al 2006 risale il mio primo incontro e la prima collaborazione con i Rio Mezzanino, nata in occasione di un concerto, per accostare le atmosfere generate dalla loro musica, alle immagini da me create sulla suggestione di quelle stesse atmosfere. L’evoluzione di questa collaborazione artistica ci ha condotto fino al voler ripensare la performance live all’interno del luogo teatrale, un luogo in cui all’ascolto si accompagna necessariamente la visione, lo ‘svelamento’, in cui la dimensione narrativa della parola detta più che cantata, potesse trovare la sua estensione nell’immagine video.
Andrea Montagnani