di Davide Carnevali
con Emanuele Arigazzi, Alberto Astorri, Fabrizio Parenti
scene e costumi Paola Tintinelli
aiuto regia Katiuscia
Magliarisi
regia Fabrizio Parenti
Il testo vincitore del Premio Riccione “Marisa Fabbri” e del Deutschlandradio Kultur, rifuggendo da pietismi e arrendevoli metafore, parla di un grande dramma, quello di un uomo malato di Alzheimer e, guardandosi bene dal conclamarlo, lo racconta escludendo ogni indizio e immergendo i personaggi in un’annebbiata atmosfera beckettiana, in cui tutte le possibilità di rapporto fra tre uomini - il malato, il figlio, il medico - si computano in infinite variazioni pinteriane.
Un Finale di partita giocato con carte diverse che portano sempre stesso seme.
Attraverso una scrittura densa e lieve si finisce in un luogo senza tempo dove con ironia dolorosa i giorni del lunario scorrono sovrapponendosi, dove ogni cosa potrebbe e non potrebbe essere come appare.
La memoria è un luogo pieno di crocevia, in cui si mescolano fatti reali e falsi ricordi che riguardano tanto noi quanto altri, dove può accadere che frammenti di vita altrui lascino una traccia così profonda da diventare nostri.
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